I beni da bonificare vanno considerati nel loro contesto.
A volte è opportuno bonificare anche gli ambienti, specialmente se polverosi, come spesso avviene in depositi, Archivi, Biblioteche.
Le debiotizzazioni oggi disponibili hanno impatto ambientale nullo, o bassissimo, e non alterano l’integrità dei beni, anche se decorati.
Si ottengono disinfestazioni radicali con metodi ecocompatibili, che abbattono insetti e parassiti anche nella fase larvale, purché liberi e circolanti nell’ambiente.
Il metodo corretto è l’azione combinata e sinergica, che integra la funzione stanante, con quelle abbattente e residuale.
Per l’azione abbattente e residuale si irrorano i perimetri di locali e scaffali, armadi e vetrine espositrici, con prodotti acquosi, inodori e atossici per l’uomo.
Per l’azione stanante ed abbattente si impiegano bombolette aerosol a svuotamento automatico, che rilasciano piretroidi di sintesi irritanti per gli insetti senza alcuna residualità.
L’aerosol permea tutti gli spazi, raggiungendo gli insetti in ogni pertugio.
Gli insetti che volano e strisciano liberamente sono subito abbattuti; gli altri corrono verso le barriere chimiche già irrorate, dove entrano in contatto con i principi attivi abbattenti.
Anche i tarli adulti volano per riprodursi e possono essere abbattuti, oppure catturati prima della deposizione di uova.
Le uova resistono ai prodotti non tossici, che rispettano uomini e beni, ma dove non arriva la chimica, possono arrivare le strategie di lotta integrata, mantenendo sicuri gli ambienti.
Per neutralizzare le uova con metodi di strategia ecocompatibile si deve interferire sul ciclo riproduttivo.
Il programma di interventi tiene conto dei tempi di schiusa delle uova e interviene per abbattere le neanidi - gli insetti neo-nati – prima della maturità sessuale.
Si replica il ciclo sino ad esaurire le schiuse senza impatto ambientale.
La lotta integrata prevede anche azioni di bonifica permanente con l’ausilio di presidi di cattura.