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Collegio Periti Italiani

CTP iscritto nelle categorie Antichità e Belle Arti - Legno
Sub-categoria: Danni causati da tarli, parassiti, microclima
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Note generali sulle tecnologie di bonifica del parquet in opera

La disinfestazione radicale, attuata con tecnologie ecocompatibili - Aerotermia e Microonde, con le quali è possibile intervenire su altre tipologie di manufatti, orditure lignee di carpenteria e manufatti di arredamento, è invece sconsigliabile, se applicata al parquet in opera.

Lo spessore esiguo del parquet, l'assemblaggio in tessere indipendenti ancorate all'impiantito, lo sviluppo in basso su superficie piana, sono fattori che rendono problematico l'impiego del calore, che potrebbe interferire negativamente su ognuno di essi, creando danni ed effetti collaterali indesiderati.

L'applicazione di microonde è improponibile:

  • se applicata a cielo aperto, a causa dell'impossibilità di un efficace controllo delle pericolose onde elettromagnetiche liberamente emesse nell'ambiente.
  • se applicata con la più sicura camera a rifrazione - Gabbia di Faraday -, che controllerebbe perfettamente le onde elettromagnetiche, ma che non è utilizzabile con parquet già in opera.

L'unico metodo di disinfestazione efficacemente praticabile per il parquet in opera è quello impregnante a base di Permetrina, o Piretroidi di sintesi, a vocazione strategica nel tempo con insetticidi impregnanti inodori ed atossici.

L'impregnazione del parquet richiede un programma strategico nel tempo, da considerare caso per caso, in funzione della specie infestante e della durata delle fasi biologiche di riproduzione specifiche per ogni specie.

 

Attività dei tarli sul parquet e strategia di disinfestazione

I focolai delle larve si annidano più facilmente nello strato più profondo del legno, al di sotto dello strato superficiale imbibito, quello direttamente a contatto con l'impiantito, perchè il contatto fra due materiali a conduzione termica diversa crea condense di umidità, che rappresentano l'habitat ideale per l'insediamento e la proliferazione delle infestazioni xilofaghe.

Il tarlo muore dopo essersi nutrito del legno impregnato e questo avviene solo dopo che la larva, arrivata al termine del suo ciclo vitale, si trasforma in pupa prima ed in larva poi, per sfarfallare all'esterno.

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Sezione 1: sezione del pacchetto solaio. Nel cerchio in rosso il particolare analizzato nella sezione 2

 

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Sezione 2: sezione del pacchetto del solaio interessato dal trattamento di impregnazione e da fenomeni di condensazione e di conseguenza di ammaloramento del legno

 

Per questo motivo, successivamente alla stesura dell'impregnante sul parquet grezzo, verrà ancora riscontrata attività di sfarfallamento, sino a quando tutte le larve non avranno esaurito il loro ciclo vitale, che può durare da 1 a 2 anni ed oltre, a seconda della specie.

Tale attività sarà dunque fisiologica e determinata dalla scelta ecologica di intervento e di rispetto dell'integrità del manufatto, ma perfettamente sotto controllo.

Si potrà riscontrare ancora attività xilofaga, soprattutto nei periodi di temperature medie ed elevate, che accelerano lo sviluppo delle fasi biologiche, ma il numero di individui, che comunque sfarfalleranno morendo immediatamente dopo e quindi non saranno in grado di riprodursi, andrà via via scemando nel tempo, sino al completo esaurimento dell'infestazione, proprio per l'azione abbattente dell'impregnante.

 

Disinfestazione del parquet in opera

La disinfestazione dai tarli del parquet in opera richiede che lo stesso sia sottoposto ad un trattamento che consenta all'antitarlo di penetrare in tutto il suo spessore.

Il parquet, infatti, dopo la sua messa in opera, viene sottoposto a trattamenti di lucidatura, con l'applicazione di materiali oleorepellenti e idrorepellenti, che lo rendono immune da agenti esterni e polveri, e impermeabile a qualsiasi prodotto, antitarlo incluso.

La lamatura del parquet, che dona la particolare lucentezza alla superficie, preclude ancor più qualsiasi possibilità di impregnazione ai liquidi. Le interconnessure fra le tessere del parquet ed i fori di sfarfallamento praticati dai tarli sono insufficienti, anche con la siringatura foro per foro, a far penetrare l'insetticida su tutto lo spessore e la superficie interna del parquet in opera.

Figura 1: particolare di parquet infestato con
lamatura. Sono visibili più mani di materiale
idro/oleorepellente e la presenza di "brufoli"
dovuta all'errata stesura


Diventa dunque essenziale, nella lotta ai tarli, rimuovere le pellicole protettive di superficie, sottoponendo il parquet ad un trattamento di sgrossatura e rasatura.

Nel caso in cui il parquet sia stato trattato con cera, viene applicato un prodotto decerante, prima di passare al trattamento di sgrossatura e rasatura.

Figura 2: trattamento di sgrossatura. La parte più chiara ritrae il
parquet grezzo sgrossato

 

Figura 3: rasatura del parquet. Da sinistra a destra: sostituzione
della carta per carteggio con finitura più fine di quella utilizzata
per la sgrossatura; lavorazione di rasatura: la macchina aspira
direttamente le polveri prodotte con la lavorazione; particolare
del parquet grezzo e infestato dopo la sgrossatura e la rasatura

 

Rimosse queste barriere, si interviene con la disinfestazione vera e propria, trattando il parquet con un Presidio Medico Chirurgico, nella fattispecie un insetticida - antitarlo - residuale - inodore che vanta le seguenti caratteristiche:

  • inodore ed incolore
  • alto grado di permanenza ed efficacia nel legno (minimo 2 anni, in condizioni di normale applicazione)*
  • rende il legno idrorepellente e lo difende dall'umidità (in condizioni ambientali normali)*
  • non aggredisce colle e vernici
  • salvaguarda il legno da funghi, alghe o batteri
  • crea un'azione antitrofica (rende il legno non alimentare per gli insetti)
  • in 24 ore per capillarità penetra nel legno, da 2 mm a 50 cm (secondo il metodo di applicazione)*
  • il legno è riverniciabile dopo 24 ore
  • non ha effetti oncogenetici come il DDT (cancerogenicità)
  • permette d'operare a temperature -25 +50 °C
  • non è considerato dalle norme CEE un prodotto infiammabile.
stesura dell'impregnante a pennello pavimentazione lignea impregnata e asciutta particolare della pavimentazione a termine della seconda impregnazione

Figura 4: fase di impregnazione del parquet. Da sinistra: stesura dell'impregnante a pennello;
pavimentazione lignea impregnata e asciutta; particolare della pavimentazione a termine della
seconda impregnazione

 

* Le condizioni di microclima, di esposizione alla luce durante e dopo l'applicazione e, soprattutto, le tecniche applicative (immersione, impregnazione, impregnazione profonda, spennellatura, irrorazione, nebulizzazione) e loro modalità (applicazione unica, o reiterata) influiscono significativamente sulla variabilità dei dati di penetrazione per capillarità e sulla durata nel tempo dell'attività abbattente del principio attivo.
Il delta di penetrazione in profondità può variare da 2 mm all'intero spessore del parquet.
Il delta di efficacia di abbattimento nel tempo può variare da 2 a 5 anni.

 

Tecnica di disinfestazione

La disinfestazione del parquet dai tarli viene preceduta da un trattamento di sgrossatura e rasatura ed eventuale deceratura da personale qualificato di Società convenzionate con C.I.A.R.T. tramite il Polo Interdisciplinare - P.I.S.A.

Terminati gli interventi preliminari, il parquet verrà trattato con l'antitarlo succitato, con due applicazioni successive, a distanza di 24 ore uno dall'altro.

 

Mantenimento nel tempo

Dopo 24 ore dall'ultima applicazione dell'antitarlo, il parquet può essere sottoposto al trattamento di rinnovamento della superficie - ceratura, lamatura -, ad opera della Società che ha effettuato i lavori di sgrossatura e rasatura.

Si consiglia, tuttavia, di sottoporre il parquet ad un congruo periodo di osservazione, prima di procedere alle rifiniture di superficie.

Il trattamento chimico, infatti, non svolge azione di abbattimento radicale, non potendo abbattere le uova ed abbattendo le larve solo se queste vengono a contatto, nella loro opera di scavo, con uno strato di legno imbibito dall'insetticida. La sua efficacia certa si esplica solo sull'adulto, quando questo raggiunge la superficie per sfarfallare all'esterno.

É opportuno, quindi, creare le condizioni che permettano di sfruttare la vocazione strategica nel tempo dell'insetticida, lasciando che le superfici possano ricevere applicazioni successive, sino a quando sia del tutto cessata l'attività dei tarli, per flussi successivi di abbattimento.

I tempi necessari possono variare, in funzione della specie infestante, da 1 ai 2 anni dopo la cessazione di ogni attività degli infestanti. Il ripristino dell'impermeabilità di superficie del parquet non consentirà altre applicazioni successive di antitarlo.

Di ciò va tenuto conto, in funzione di alcuni fattori di criticità:

  • l'ultima applicazione di insetticida può dare una protezione certa, in funzione delle condizioni di variabilità ambientale ed applicativa, di 2, massimo 3 anni
  • esiste la possibilità che l'infestazione si sia propagata, nel frattempo, ad altri manufatti (mobili, battiscopa, travi, ecc.) e che il parquet possa essere nuovamente reinfestato dopo che sia cessata la protezione dell'antitarlo.
polo

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