L'azione di bonifica degli impregnanti, infatti, non è immediata, ma strategica e complementare a quella radicale attuata con tecnologie ecocompatibili: gli impregnanti raffinati a base di piretro naturale, o di piretroidi, provocano la morte dell'insetto al momento dello sfarfallamento, per ingestione dell'ultimo strato di legno imbibito dal liquido.
Nel nostro progetto l'azione di bonifica è affidato alla tecnologia del calore, mentre l'impregnante rappresenta l'ideale compendio di mantenimento nel tempo, in un progetto di lotta integrata, per prevenire nuove re-infestazioni.
La tecnica del "calore" consente di eliminare gli insetti infestanti da qualsiasi struttura, sia essa di valore storico, di grandi volumi, semplicemente adeguando l'intervento alle caratteristiche dell'essenza lignea da trattare. Il trattamento ha carattere radicale, non potendo esistere alcun tipo di resistenza a tale intervento da parte di qualsiasi colonia di insetti nocivi.

L'azione di mantenimento contro l'attività dei tarli, che continuerebbero a minacciare serramenti e infissi in opera anche dopo la bonifica, richiede, per essere veramente efficace, che questi siano predisposti affinchè l'antitarlo possa penetrare in profondità sull'intera superficie dei manufatti.
I trattamenti di verniciatura cui vengono sottoposti i serramenti e gli infissi prima della loro messa in opera, li rendono immuni da agenti esterni e polveri, e impermeabili a qualsiasi prodotto, antitarlo incluso.
La vernice preclude qualsiasi possibilità di impregnazione ai liquidi.
I fori di sfarfallamento praticati dai tarli sono insufficienti, anche con la siringatura foro per foro, a far penetrare l'insetticida su tutto lo spessore e nella superficie interna di infissi e serramenti.
Inoltre le probabilità di riuscita nel trattare con siringatura tutti i fori presenti è alquanto bassa, specialmente se è alto il numero di focolai presenti sulle superfici dei manufatti.
L'intervento con siringatura è probabilistico e non garantisce la certezza del risultato finale.
Diventa dunque essenziale rimuovere le pellicole protettive di superficie, sottoponendo i manufatti ad un trattamento di sverniciatura.

Rimosse queste barriere, si interviene con la disinfestazione vera e propria, trattando il manufatto preliminarmente con la tecnologia aerotermica e successivamente mantenendo lo stato di integrità tramite l'applicazione di impregnante.
L'applicazione di impregnante svolge, nel caso in questione, una azione preservante da nuove colonizzazioni di superficie, attuate dalla femmina che deposita le uova.
Non impedisce, di fatto, nuove ovodeposizioni sulle superfici, ma abbatte immediatamente la larva quando, dopo la schiusa, comincia a scavare, nella fase larvale, verso l'interno, dove trova il principio attivo, penetrato sotto la superficie per pochi millimetri.
L'azione abbattente degli impregnanti non è indefinita nel tempo, perchè i principi attivi si ossidano; l'applicazione va ripetuta a cicli non superiori ai tre anni, come una normale manutenzione preventiva.
Esiste, infatti, la possibilità che l'infestazione si sia propagata, nel frattempo, ad altri manufatti e che gli infissi e i serramenti possano essere nuovamente reinfestati, dopo che sia cessata la protezione dell'antitarlo.
Per questo motivo, consigliamo di rafforzare i presidi protettivi, installando lampade UV per il monitoraggio e la cattura degli infestanti, in una azione di disinfestazione permanente.
La finitura dei manufatti, che segue al consolidamento dei fori di sfarfallamento delle gallerie scavate dai tarli, ha lo scopo di proteggerli dall'azione meccanica inferta dall'uso quotidiano degli stessi, nonchè mira a donare profondità e saturazione al colore originale dei legni.

